“Verso la fondazione di comunità dell’Agro Pontino”: il percorso è iniziato ufficialmente con l’evento del 18 dicembre 2019, “Latina e le Città | La Terra Pontina e le Innovazioni”, realizzato a Latina presso il Circolo cittadino “Sante Palumbo”. In questo evento, la nostra associazione ha offerto i primi elementi di caratterizzazione alla platea di soggetti del territorio, beneficiato dei patrocini della Regione Lazio, Provincia di Latina, Amministrazioni comunali di Latina, Sermoneta, Sabaudia e Priverno, diversi enti del terzo settore, sigle sindacali, aziende e studi professionali che hanno supportato fattivamente e anche sostenuto alcune spese organizzative. Due partner tecnici, come Assifero e Social Value Italia.

Cos’è una fondazione di comunità?
Quali necessità ha il territorio di una istituzione di questo tipo?
Da chi è composta?
Che risorse ha?
Come le raccoglie e cosa fa con queste risorse?

Nell’accezione più comune le Fondazioni di Comunità sono enti non profit con personalità giuridica, privata e autonoma che nascono e si sviluppano anche su iniziativa di soggetti istituzionali, economici e del Terzo Settore di uno specifico territorio. Il loro scopo è quello di migliorare la qualità della vita della comunità presso la quale sorgono. Operano come snodo fra le parti sociali presenti in una specifica area geografica lavorando con loro sui bisogni emergenti e sull’implementazione della cultura e della pratica del dono.

A differenza di altri soggetti non profit questa organizzazione non ha come scopo l’accumulo di risorse per il perseguimento di una causa precisa, individuata dall’organizzazione stessa in base alle necessità del territorio, ma punta piuttosto a favorire l’attività filantropica dei soggetti attivi della comunità, siano essi cittadini, imprese, enti pubblici od organizzazioni del Terzo settore. La fondazione di comunità ha come finalità la promozione della cultura della donazione e si prefigge di stimolare erogazioni e contributi a favore di progetti d’utilità sociale rimuovendo tutti quegli ostacoli di natura culturale, fiscale, legale ed amministrativa che normalmente impediscono ai membri di una comunità di contribuire allo sviluppo del bene comune.

L’obiettivo della costituenda fondazione di comunità dell’agro pontino è quello di aggregare risorse di cittadini, imprese ed istituzioni pubbliche e private per avviare una attività di sostegno al territorio non nella forma tradizionale della sola cura della persona nel solco della filantropia istituzionale, ma sperimentando nuovi modelli di welfare e di strumenti innovativi verso l’economia sociale e solidale.

La declinazione che ne vuole dare la nuova fondazione per il territorio pontino è attraverso la costituzione del DSE – Distretto Sociale Evoluto che accompagni lo sviluppo della persona umana riducendo i livelli di disuguaglianza e povertà attraverso processi di apprendimento permanente, innovazione sociale, del lavoro e della cultura scientifica. Il nuovo soggetto guarderà anche all’economia reale con interventi di partenariato a sostegno di imprese che presentano situazioni di difficoltà o interventi per la riallocazione di risorse a sostegno dei giovani e dell’occupazione.

La fondazione punta a catalizzare risorse finanziarie destinate a tale scopo, e già in parte destinate in maniera non organizzata a ciò da imprese, istituzioni e privati della provincia pontina. Altri canali potranno essere la partecipazione a bandi, la promozione di interconnessioni tra sistemi di welfare, di economia sociale e solidale, operando in autonomia finanziaria da destinare ad un miglioramento del welfare e della crescita economica e sociale del territorio.

Operativamente la nascita di una fondazione non è un percorso breve ma necessita di vari step organizzativi (legali, regolamentari e finanziari). Si parte dalla individuazione di un comitato promotore che dovrebbe essere composto da quei soggetti interessati ad una crescita del territorio o che già svolgono opera di assistenza economica o finanziaria o che applicano buone pratiche per un miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. Un parterre di soggetti che non può esimersi dall’includere anche istituzioni pubbliche,  associazioni del mondo del terzo settore, imprese ed associazioni di imprese, banche, nonché singoli privati benefattori.